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La postura

Correlazione tra bocca e postura scorretta

La postura non deve essere confusa con l’equilibrio, cioè la  capacità del corpo di mantenere volontariamente il proprio baricentro all’interno della base di appoggio. Questa è il “modo” in cui il corpo mantiene la sua verticalità mediante l’azione del sistema muscolare involontario, che regola il suo tono in funzione dei così detti “riflessi posturali”.
L’attività del Sistema Posturale è dunque alla base dell’atteggiamento del corpo, che, secondo la Medicina della Complessità, è influenzato dall’ ambiente esterno, dalle condizioni generali di salute ma anche  dell’atteggiamento psichico.

I disturbi posturali  consistono nella perdita della capacità di mantenere un rapporto corretto tra le parti del proprio corpo (ossa-muscoli-articolazioni) sia durante l’esecuzione di movimenti che nelle condizioni statiche. In queste condizioni il normale carico esercitato dal peso corporeo si trasforma in un vero e proprio “trauma” che stimolarisposte di tipo infiammatorio, base di molteplici disturbi.

Le manifestazioni sintomatologiche possono essere le più varie: disturbi visivi sino alla dislessia, alterazioni dell’asse oculare (strabismi, eteroforie), astigmatismo, acufeni, vertigini, instabilità,  bruxismo e dolori temporo-mandibolari, cefalee ed emicranie, disfunzioni viscerali, dolori muscolari localizzati o diffusi, fibromialgie, varie patologie della colonna vertebrale, artriti ed artrosi, riduzione delle possibilità motorie e assunzione di atteggiamenti patologici. Non bisogna dimenticare che la cronicizzazione di qualsiasi fenomeno infiammatorio può influire sul cattivo funzionamento del sistema neuro-endocrino-immunitario, aprendo la porta a qualsiasi malattia.

... e non dimentichiamo la qualità del rapporto medico-paziente

Le problematiche posturali, occupano oggi sempre maggiore spazio nei media, ma sovente non vengono presentate nel rispetto di criteri correttamente scientifici. Tuttavia la correlazione tra bocca e postura è entrata a far parte della “cultura diffusa”. Da  molti anni ci occupiamo specificamente di questi problemi che abbiamo affrontato con una visione olistica, tenendo cioè conto degli aspetti medici generali, di quelli odontoiatrici, ortopedici, ma anche estetici e psicologici, mettendo a punto un particolare  percorso diagnostico terapeutico che si è nel tempo dimostrato capace di risolvere con successo la gran parte dei problemi dei nostri pazienti.
All’inizio del nostro percorso di ricerca ci occupavamo   dei problemi relativi al “mal di schiena” degli adulti, trattandoli con terapia innovative come ad esempio  l’Ozonoterapia o la Neuralterapiaottenendo ottimi risultati clinici, ma solo quando abbiamo capito che, dopo la risoluzione del fatto acuto era necessario intervenere sulla postura,    ad esempio   correggendo le disfunzioni della bocca e dei denti, siamo riusciti a risolvere anche il problema delle recidive.
Approfondendo la ricerca abbiamo poi capito che le problematiche posturali iniziano e si consolidano nel corso delle prime 2 decadi di vita, per cui abbiamo cominciato a lavorare ad una ortodonzia infantile che potesse essere anche preventiva per i disturbi posturali.
Un recente articolo  (The cours of macroscopic degeneration in the human lumbar intervertebral disc. H. Mathias. Spine Jun 2006) ha confortato le nostre ipotesi mettendo  in evidenza i risultati di un rigoroso studio condotto in Svizzera secondo cui le lesioni del disco che sono alla base delle lombosciatalgie da ernia discale iniziano a manifestarsi tra la fine dell’infanzia e l’adolescenza, cioè nel momento in cui si organizza la dentatura definitiva e si stabilizza la postura individuale.
Il nostro approccio ortodontico posturale si è rivelato  tanto più valido quanto più precocemente viene iniziato, anche prima della dentizione definitiva, e si avvale di stimoli funzionali mobili, da portare per lo più di notte che vengono costantemente monitorati e modificati in funzione delle risposte individuali.
Le tecniche di riabilitazione posturale da noi utilizzate contemplano anche consigli sulla attività motoria, sull’alimentazione o, più in generale, sulle abitudini di vita; quindi non vanno semplicemente considerate come interventi volti a risolvere il momentaneo disturbo ma come vere e proprie terapie preventive nei confronti di malattie correlate al perdurare di condizioni disfunzionali non corrette.